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IL SINDACO
 
 
IN RICORDO DI UN AMICO
 
 
A volte gli scherzi del destino possono apparire anche crudeli. Franco se n’è andato alla vigilia del 25 Aprile, una data che per lui è stata fondamentale lasciando una traccia profonda nella sua vita pubblica  e privata.
Franco e Francesca avrebbero festeggiato proprio domani il loro 60° Anniversario di Matrimonio; tutta la famiglia si apprestava a stringersi attorno a loro per questa importanza tappa della loro vita.  Il destino ha voluto altrimenti,  ed oggi siamo qui tutti: Francesca i figli Giulio, Milena con Carla e Fausto i nipoti e gli amici che hanno vissuto insieme a lui esperienze dolorose, ma anche momenti importanti sul piano sociale, civile e politico.
C’è una parte della vita di Franco, quella familiare, che ha scandito in modo significativo gli appuntamenti più importanti.
Nato novant’anni fa a Milano il 25 agosto del 1920 in un paese ancora dilaniato dalla Prima Guerra Mondiale con un’economia in ginocchio, una tensione sociale terribile che doveva portare di lì a poco all’avvento del fascismo; la sua famiglia, una famiglia di artigiano, il papà faceva il cappellaio,  si è spostata 10 anni dopo a Bresso, dove papà Emilio e mamma Maria hanno cercato un appiglio economico più solido anche attraverso l’esperienza della Trattaria Bellavista a Cusano Milanino.
Franco conosce Francesca e si sposano, come ho appena ricordato il 28 aprile del 1951.
Poco più che  ventenne Franco è impegnato nella lotta politica e nell’opposizione al Fascismo; insieme con Angelo Ravelli, suo cognato, con Eugenio Brambilla ha anche una significativa esperienza partigiana e poi collabora con il Comitato di Liberazione Nazionale locale per la nomina di Ambrusin Meroni a primo Sindaco di Bresso a partire dal maggio 1946; insieme ad Antonio Pacchetti,  Tosetto,  Meroni,  Boniardi e poi successivamente a Mazzini, Mazzola,  Della Giacoma, Cesare Del Vecchio,  De Mori, Garitto, Ferruccio Recalcati,  Elda Bressa, Ottorino Masiero e ad un gruppo di ragazzi di cui facevo parte anch’io insieme a Primiano Scarabino e Ezio Crippa,  continua la sua militanza politica; prima guida la Sezione Matteotti del PSI e poi fonda la sezione Morandi in Piazza Italia e nello stesso tempo fonda e presiede la Cooperativa La Sociale e membro attivo del Consiglio di Amministrazione l’Aurora e ne fa parte del Collegio dei Revisori.
Socialista autonomista convinto porta avanti con convinzione la battaglia  incarnata nella politica di Pietro Nenni e di Bettino Craxi.
E’ Consigliere comunale nel 1957 con la Giunta Brasca, nel ‘60 con la Giunta Carlo Lesma e poi con la prima Giunta eletta con sistema proporzionale nel ‘65 con Rino Lesma di cui è Vice Sindaco. Sono in molti a ricordare il suo impegno politico; io stesso spesso desidero ricordarlo come un mio maestro insieme ad altri che, seppur appartenenti a formazioni politiche diverse, Luigi Strada, Andrea Riva, Teresa Cazzaniga, Flavio Dolcetti e tanti altri mi hanno insegnato i rudimenti della difficile arte di amministrare. Franco per me lo è stato anche in politica nei lunghissimi anni di militanza socialista. Ricordo ancora il suo rigore morale e le invettive contro ogni tentativo di inquinamento della militanza con interessi particolari e personali.
Forse non tutti sanno che la Biblioteca comunale di Bresso è stata una sua creatura; il suo impegno sociale e civile non lo ha mai distolto dai suoi doveri di padre, marito e nonno affettuoso e di lavoratore impegnato.
Dopo la licenza media aveva acquisito un attestato di disegnatore e dopo una breve esperienza  è stato assunto Oerlikon.
E’  stato Presidente della Commissione del Centro Civico negli anni ’70 promuovendo il lancio della politica culturale della città. Ha invitato a Bresso Lucio Dalla, la Nuova compagnia di canto popolare “Duo di Piadena”. La sua vivacità culturale unitamente alla sua grande capacità e costanza nel lavoro è diventata leggendaria.
E’ stato cofondatore dello Sci Club, Presidente dell’Alborella; forse dimentico qualcosa ma insomma credo di aver tratteggiato una figura poliedrica che ha contribuito a fare la storia di questa città e che oggi dal punto di vista personale ed in particolare quale  Sindaco, onoro con rispetto e mi inchino alla sua memoria.
Il nostro sodalizio politico non è mai stato facile; in alcune circostanze non eravamo d’accordo; lui era socialista nenniano, e quindi geloso dell’autonomia del partito anche nei confronti dei comunisti; il mio percorso politico era invece più portato a seguire le idee di Riccardo Lombardi; discutevamo spesso di questo insieme  a Raffaello De Mori, Enrico Rodolfi, Franco Segale; ma allora nei partiti si usava discutere; negli ultimi anni quando mi incontrava confessava di sentire nostalgia di quelle discussioni.
Il ricordo pubblico di Franco per la sua natura di uomo sobrio e razionale non merita retorica, ma è giusto ricordare il suo impegno nell’ANPI ed è giusto ricordare a tutto tondo quello che è stato per la sua famiglia, per quelli che lo hanno conosciuto, per me, per tutti i militanti socialisti; un riferimento morale che difficilmente potremo dimenticare.
Ciao Franco!
Bresso, lì 27 Aprile 2011                
                                                                                              Fortunato Zinni